Viabilità che circonda il nostro comune

Rivivere Borgo – SS 47 DELLA VALSUGANA

Dopo aver seguito con attenzione i vari progetti proposti, il gruppo di Rivivere Borgo si associa alle dichiarazioni che il primo cittadino di Borgo Valsugana Enrico Galvan ha inviato all’ufficio UMST grandi opere e ricostruzione della Provincia Autonoma di Trento e in seguito riportate dai giornali riguardo le possibili modifiche della viabilità che circonda il nostro comune.

Prima è opportuno fare un passo indietro, tra i punti del programma con cui ci siamo presentati un anno fa alle elezioni comunali auspicavamo che venisse ripreso il progetto già esistente e messo in un cassetto di uno svincolo a sud-est di Borgo.

Questo perché per noi è necessario fornire la possibilità agli abitanti di Castelnuovo, Telve, Telve di sopra, Scurelle, Carzano e Torcegno che arrivano dall’alta Valsugana di avere un percorso più conveniente al passaggio in centro a Borgo, rallentato da tre semafori, due rotonde e il passaggio davanti all’ospedale e poi nella trafficatissima e molto popolata Via per Telve.

Il progetto provvisorio consta nell’effettuare un’uscita dalla superstrada circa all’altezza del fiume Fumola, per poi transitare nei pressi della sede della Protezione Civile, poi da quel punto di un collegamento fino all’attuale rotonda che si trova a est del supermercato Aldì infine nella futura variante che da lì dovrebbe arrivare direttamente al ponte del fiume Ceggio, evitando così il passaggio obbligato in Via per Telve.
Oltre alla riduzione del traffico in centro a Borgo i benefici dell’opera sono chiaramente sovra comunali perché i mezzi di soccorso avrebbero un accesso privilegiato alle vie di comunicazioni principali, senza dover necessariamente attraversare il centro abitato di Borgo con i rischi che comporta il passaggio ad alta velocità di ambulanze e mezzi dei Vigili del Fuoco. Particolari vantaggi sarebbero a favore degli abitanti dei paesi che hanno proprio Borgo Valsugana come panorama perché si tratterebbe di intraprendere dei viaggi più scorrevoli e di ridurre i tempi di percorrenza quotidiani.

Attualmente per loro si può evitare il passaggio nel centro di Borgo solo in fase di immissione a Castelnuovo, dato che in quel comune è stata realizzata un’entrata (che tra l’altro passa per il centro di Calstenuovo) ma non un’uscita. Ricordiamo che attualmente le uscite sono a monte di Borgo, poi nella zona industriale e la successiva è direttamente nel comune di Castel Ivano, a distanza di ben 6,3 Km.

Ci auguriamo che vengano messi da parte i ciechi campanilismi che si contrappongono a una visione più ampia di interesse comune alla bassa Valsugana.
Per quanto riguarda la “retta di Ospedaletto”, tristemente celebre per l’elevato numero di incidenti, spesso mortali, non essendo una diretta competenza comunale non era stata menzionata nel nostro programma anche se siamo consci che il tema riguarda anche noi.

Lo scorso 14 gennaio in un articolo l’associazione “Valsugana Attiva” aveva esposto tutte le criticità che avrebbe portato l’ampliamento di quel tratto di statale, sia da un punto di vista pratico sia da un punto di vista più ideologico e con loro siamo concordi sul urgenza della messa in sicurezza attraverso un lieve allargamento che consenta l’installazione di un guardrail spartitraffico che impedisca pericolosi sorpassi e invasioni di corsia e siamo dell’idea che, proprio come ha scritto Galvan, “ sia la soluzione più veloce e meno costosa”.

Siamo convinti che sia sbagliato dare priorità a mastodontici progetti di ampliamento del tracciato attuale, resi difficili dalla presenza della ferrovia e dal Biotopo di Fontanazzo, oltre al fatto che tali progetti andrebbero ad intaccare la ciclabile della Valsugana che come ricordiamo ha registrato più 300.000 mila passaggi annuali e il flusso di turisti è ogni anno crescente e proprio nei giorni scorsi è stata insignita del prestigioso premio “Italian green roads awars”.

La pista ciclo pedonale per noi è una risorsa importante per le ricadute positive che ha sul territorio per le attività commerciali e perché è una viabilità sostenibile, non si tratta infatti di un turismo che porta inquinamento bensì solo benefici e quindi la ciclabile va arricchita e abbellita e non ostacolata e imbottigliata tra strade ad alta percorrenza.

Lascia un commento

Scroll to top